La formazione dell’asteroide Bennu

Una nuova ricerca dell’ETH di Zurigo, pubblicata lo scorso settembre su Science Advances, ha dimostrato che l’asteroide Bennu probabilmente non si è formato nelle regioni più lontane del sistema solare, come si pensava in precedenza, ma in una zona di transizione tra il sistema solare interno ed esterno, vicino al confine in cui l’acqua congela.

L’asteroide Bennu visto da 24km di distanza dalla sonda NASA OSIRIS-REx. Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona

Analizzando gli isotopi di ferro, titanio e cromo, i ricercatori hanno scoperto che Bennu condivide una particolare impronta chimica con l’asteroide Ryugu e le meteoriti CI. Questo suggerisce che i tre corpi celesti abbiano avuto origine dallo stesso serbatoio di polvere cosmica, circa 4,5 miliardi di anni fa.

Secondo gli scienziati, un ruolo fondamentale nella loro formazione sarebbe stato svolto da Giove. Crescendo molto rapidamente, il pianeta avrebbe ostacolato il passaggio dei materiali più grossolani, favorendo invece il mescolamento delle polveri più fini provenienti da diverse zone del disco che circondava il giovane Sole. In questa zona di transizione si sarebbero quindi formati i precursori di Bennu, Ryugu e delle meteoriti CI. La presenza di ghiaccio avrebbe inoltre favorito l’aggregazione delle particelle e spiegato la ricchezza di acqua dell’asteroide.

Campioni dell’asteroide Bennu. Crediti: Erika Blumenfeld & Joseph Aebersold / NASA

Essendo un corpo celeste molto primitivo, Bennu conserva materiali quasi invariati dalla nascita del sistema solare. Il suo studio permette quindi di comprendere meglio la formazione dei pianeti e di ricostruire come la giovane Terra abbia acquisito acqua e componenti organici, fondamentali per lo sviluppo della vita.

Bennu è dunque una sorta di capsula del tempo del sistema solare primordiale. La sua composizione dimostra che i materiali provenienti da diverse regioni del giovane sistema solare si mescolarono grazie anche all’influenza di Giove. Studiare questo asteroide permette di comprendere meglio come si sono formati i pianeti e quali ingredienti hanno contribuito alla nascita della vita sulla Terra.

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