Un’insolita geometria tra le nubi di Saturno
Una nuova e sorprendente struttura atmosferica è emersa dalle osservazioni di Saturno effettuate dal telescopio spaziale Hubble nel 2025. Le immagini, analizzate nel 2026, mostrano una configurazione dalla caratteristica forma geometrica a dieci lati, un enorme decagono che si sviluppa lungo una fascia di nubi dell’atmosfera del pianeta.
Il fenomeno è particolarmente interessante perché si trova a latitudini più basse rispetto al celebre esagono atmosferico del polo nord, una delle strutture più riconoscibili e studiate del Sistema Solare. L’esagono di Saturno fu individuato per la prima volta nelle immagini della missione Voyager negli anni Ottanta e successivamente studiato in maniera molto più approfondita dalla missione Cassini, che ha osservato il pianeta per oltre tredici anni. La struttura poligonale che circonda il polo nord è associata a una potente corrente a getto e si distingue per la sua straordinaria stabilità. La sua forma esagonale è rimasta riconoscibile per decenni, rendendola uno dei fenomeni atmosferici più insoliti mai osservati su un pianeta del Sistema Solare.

Gli astronomi ritengono che il nuovo decagono non sia una formazione permanente, ma una particolare onda atmosferica generata dalla complessa interazione tra correnti a getto, venti e bande di nubi che caratterizzano l’atmosfera di Saturno.
La geometria delle due formazioni è affascinante e solleva una domanda interessante: quanto sono comuni le strutture poligonali nell’atmosfera dei giganti gassosi e quali condizioni sono necessarie perché si formino?
Saturno impiega circa 29 anni terrestri per completare un’orbita intorno al Sole. Di conseguenza, anche le sue stagioni sono molto lunghe e i cambiamenti stagionali nell’illuminazione e nella temperatura dell’atmosfera avvengono lentamente. Nel corso di un’orbita completa, l’inclinazione dell’asse di Saturno fa sì che i suoi emisferi ricevano quantità differenti di luce solare. Queste variazioni possono contribuire a modificare la temperatura e la circolazione dell’atmosfera, influenzando il comportamento delle nubi e dei venti.
Gli astronomi stanno quindi valutando se fenomeni come il nuovo decagono possano essere collegati, almeno in parte, alle variazioni stagionali della circolazione atmosferica.

La scoperta si inserisce nel più ampio lavoro di monitoraggio dei pianeti esterni svolto da Hubble attraverso il programma OPAL, Outer Planet Atmospheres Legacy. L’obiettivo di OPAL è osservare regolarmente i pianeti giganti del Sistema Solare — Saturno, Giove, Urano e Nettuno — creando nel tempo un archivio delle loro atmosfere.
Le osservazioni di Saturno possono quindi aiutare a interpretare fenomeni presenti su altri pianeti. Giove, Urano e Nettuno possiedono infatti atmosfere profonde e dinamiche, con correnti a getto e sistemi di nubi che presentano alcune caratteristiche comuni. Comprendere i meccanismi alla base delle onde atmosferiche di Saturno può contribuire a costruire modelli più accurati della circolazione atmosferica dei pianeti giganti, anche al di fuori del Sistema Solare.