La missione RAMSES

Archiviata l’ipotesi di un possibile impatto dell’asteroide 99942 Apophis sul nostro pianeta nel 2029, grazie a nuovi calcoli della sua traiettoria con una precisione di pochi chilometri, l’attenzione della comunità scientifica è ora rivolta alla preziosa possibilità di studio che questo passaggio ravvicinato rappresenta.

Nuove immagini radar della traiettoria dell’asteroide Apophis escludono un impatto con la Terra. Crediti: ESA

L’Agenzia Spaziale Europea, insieme alla Jaxa (agenzia spaziale giapponese) sta lavorando alla missione di difesa planetaria RAMSES (Rapid Apophis Mission for Space Safety), che prevede il lancio di una sonda europea per mezzo di un razzo giapponese tra metà aprile e metà maggio 2028, un anno prima che l’asteroide raggiunga il punto di sorvolo più vicino alla Terra, stimato in circa 32mila chilometri e che avverrà il 13 aprile 2029. RAMSES potrà così osservare da vicino il passaggio di Apophis sopra il nostro pianeta, studiando l’impatto che le forze mareali della Terra potrebbero avere su questo asteroide, fino a provocarne forse il distaccamento di alcuni frammenti.

Rappresentazione artistica della missione RAMSES sull’asteroide Apophis. Crediti: ESA

Fanno parte della missione anche due CubeSat, uno dei quali si separerà dalla sonda principale alla volta della superficie stessa di Apophis, mentre l’altro lo seguirà in sorvolo. Scopo della missione è eseguire diverse misurazioni delle proprietà dell’asteroide prima, durante e dopo il passaggio ravvicinato del nostro Pianeta.

Sarà infatti un’occasione imperdibile per studiare come un corpo celeste di queste dimensione (diametro di 340 metri) possa interagire con la magnetosfera terrestre e la fascia di radiazione esterna della Terra.

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