Il viaggio di Psyche

Partita nel 2013 a bordo di un razzo Space X dal Kennedy Space center della Nasa, la sonda Psyche prosegue il suo viaggio verso l’omonimo asteroide, che raggiungerà nel 2029.

Durante il suo tragitto era previsto un flyby del pianeta Marte, compiuto con successo lo scorso mese di maggio. La manovra ha portato la sonda a meno di 5mila km dalla superficie del pianeta rosso, offrendo una posizione ideale per scattare alcune immagini di essa con lo strumento Multispectral Imager. In particolare, è stato immortalato il gigantesco cratere Huygens, una forma di doppio anello dal diametro di 470 km situata tra molteplici crateri più piccoli, dove, grazie ai filtri utilizzati, è possibile distinguere i diversi materiali che compongono questo terreno: sabbia, polvere e strati rocciosi.

L’asteroide Psyche 16. Crediti: NASA

La manovra di flyby ha consentito alla sonda di correggere la sua rotta verso la destinazione finale, l’asteroide 16 Psyche. Scoperto nel 1852 da Annibale de Gasperis dall’Osservatorio di Capodimonte a Napoli, l’asteroide è in orbita nella fascia principale tra Marte e Giove ed è ritenuto di grande interesse astronomico a causa della sua composizione ricca di metalli, a differenza degli altri corpi rocciosi che popolano questa area. La comunità scientifica ritiene infatti che i suoi circa 225km di diametro siano il nucleo, o parte di esso, di un protopianeta che ha perso i suoi strati più superficiali, non arrivando mai a formarsi completamente.  Gli obiettivi della missione sono molteplici e si suddividono nell’analisi della forma, delle dimensioni, della massa, della morfologia, della topografia, dalla composizione e dei campi magnetici dell’asteroide, grazie all’utilizzo di diversi strumenti a bordo di essa. Riuscire a studiare da vicino quello che si crede sia il nucleo esposto di un protopianeta potrebbe fornire elementi chiave per la comprensione del processo di formazione dei pianeti nel Sistema Solare.

La sonda Psyche. Crediti: NASA Jet Propulsion Laboratory

Inoltre, la missione permetterà di testare il Deep Space Optical Communications, un nuovo sistema di comunicazione laser che dovrebbe incrementare l’efficienza dell’invio di informazioni dalle sonde spaziali verso Terra tramite l’utilizzo di raggi laser che saranno ricevuti da un telescopio alloggiato presso l’Osservatorio di Monte Palomar in California.

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