Il motore NK 33

Per portare un uomo sulla Luna sarebbe stato necessario un modulo di rientro del peso di almeno 100 tonnellate, il che significava un razzo di almeno 2.000 tonnellate al decollo. E motori conseguentemente potenti, per consentire la necessaria accelerazione di fuga. Poiché aumentare ancora il numero dei motori non era possibile, Korolev chiese al suo capo-ingegnere, Kuznetsov, di progettare un motore a ciclo chiuso, che riutilizzasse i gas di scarico della pre-combustione, aumentando così la resa. Il progetto del motore a ciclo chiuso fu chiamato “NK-33”. Avrebbe dovuto consentire un apprezzamento di efficienza fino al 25 per cento: un’enormità. Il piano di azione di Korolev prevedeva 16 lanci del vettore N1 col nuovo tipo di motore: i primi 14 sarebbero stati senza esseri umani a bordo. Questo schema seguiva il tipico approccio russo al problema: imparare il più possibile dalle sperimentazioni pratiche. Gli americani, invece, avevano un approccio maggiormente teorico: preferivano raffinare i modelli di motori prima di metterli in sperimentazione. Nel corso del primo lancio, il vettore sovietico decollò, percorse una cinquantina di chilometri e quindi si schiantò al suolo. Gli ingegneri cominciarono subito a provvedere alle migliorie. Nel frattempo Korolev morì, in seguito a complicazioni durante un’operazione chirurgica di routine. Il secondo, terzo e quarto lancio non diedero risultati pratici migliori del primo, ma dopo ogni lancio, gli ingegneri russi si mettevano al lavoro per effettuare le migliorie che l’esito suggeriva. Di lì a poco, il Saturn 5 americano decollò con l’Apollo 11: gli americani avevano vinto.
Dal Cremino arrivarono due ordini: abbandonare l’intero progetto per spedire un russo sulla Luna e abbandonare le ricerche sui motori a ciclo chiuso, il progetto NK-33. Giunse anche un terzo ordine: distruggere tutti i prototipi dei nuovi motori. Così i motori furono distrutti, gli edifici abbandonati, il progetto cancellato. A Baikonur, la zona corrispondente ai banchi di prova del NK-33 fu adibita ad allevamento di maiali. Nel 1992, alcuni scienziati americani furono invitati a visitare le installazioni della ricerca spaziale sovietica. In un fuori programma, il successore di Korolev invitò gli americani in un capannone fuori Samara, dove i russi avevano fatto le loro ricerche teoriche. Dentro al capannone, c’erano 60 motori a ciclo chiuso, mai usati né sperimentati. Erano l’ultima evoluzione dopo il quarto lancio di prova, quelli che dovevano essere distrutti, ma che Kuznetsov aveva invece fatto nascondere. Due di questi motori furono portati negli Stati Uniti, una volta esaminati dagli esperti, si disse che quel sistema di propulsione non poteva funzionare, esattamente come era sempre stato previsto dalla teoria motoristica dell’ingegneria spaziale americana.Per l’esperimento di verifica, finanziato dalla NASA, furono invitati tutti gli ingegneri russi – ormai in pensione – che avevano collaborato al progetto di Korolev. Il motore russo, rimasto incustodito in un deposito per oltre 20 anni, una volta posto sui banchi prova-motori della NASA, funzionò perfettamente, davanti agli sguardi commossi dei vecchi progettisti e l
’incremento di efficienza rispetto agli attuali motori americani era del 25 per cento. Un motore russo vecchio di 20 anni era più avanzato dei moderni motori americani. E quel motore, secondo la teoria statunitense, semplicemente non poteva esistere.
Nel 1996 partì il primo razzo americano spinto dal NK-33, ribattezzato AJ-26
Caratteristiche tecniche

Fuel Kerosene*
Oxidizer Liquid oxygen
Thrust on the ground 154 tons (1,509.8 kH)
Thrust in vacuum 167 tons (1,638 kH)
Specific impulse on the ground 297 seconds
Specific impulse in vacuum 331 seconds
Propellant consumption 517.3 kilograms per second
Propellant component ratio 2.62
Combustion chamber pressure 14.83 MPa
Engine mass 1,222 kilograms
Engine diameter 1,490.5 millimeters
Engine length 3,705 millimeters
Turbopump power 46,000 horse power
Turbopump rotation speed 18,500 rotations per minute
Maximum burn time 600 seconds
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*An experimental version of the NK-33 engin