Betelgeuse perde luminosità ma si rigonfia

Continua la misteriosa diminuzione della luminosità di Betelgeuse. L’evoluzione della stella è segnata: diventerà una supernova, ma solo tra alcune decine di migliaia di anni. Quindi cosa sta causando l’attuale oscuramento? Secondo gli astronomi dell’Università di Villanova, Edward Guinan e Richard Wasatonic, i primi ad annunciare l’evento, il suo tasso di oscuramento sta procedendo, ma rallentando. L’osservazione di Betelgeuse avviene da circa 40 anni, quando gli astronomi dell’Università di Villanova hanno iniziato a effettuare misurazioni fotometriche sistematiche. I dati della fotometria degli ultimi 25 anni sono i più accurati e secondo questi numeri la stella è, oggi, più fioca che mai. Secondo un articolo di Guinan e Wasatonic su Astronomer Telegram, la temperatura di Betelgeuse è diminuita di 170 gradi Celius da settembre del 2019 mentre la sua luminosità è calata del 25 per cento. Secondo i dati, il raggio della stella è cresciuto di circa il 9 per cento. Questo ”rigonfiamento” rappresenta una fenomeno normale nel processo di invecchiamento di Betelgeuse.
Come tutte le stelle, Betelgeuse genera calore nel suo nucleo attraverso la fusione trasferendolo sulla sua superficie per convezione. Le correnti che trasportano il calore sono chiamate cellule di convezione, formazioni che possono essere viste dai telescopi sulla superficie come chiazze scure, delle formazioni che contribuiscono alla variabilità osservata di Betelgeuse. Ma non è escluso che il calo di luminosità attuale sia dovuto ad una nuvola di gas e polvere che orbita intorno alla stella. Col passare del tempo Betelgeuse ”brucia” più del suo combustibile, perdendo massa. Man mano che perde massa, la sua presa gravitazionale sui suoi bordi esterni si indebolisce e le nuvole di gas sfuggono nelle regioni circostanti. Ciò potrebbe causare l’attuale episodio di attenuazione. Insomma non è ancora chiaro quello che provoca il calo di Betelgeuse e non è detto che la stella sia pronta all’esplosione, come ipotizzato da molti. In ogni caso la gigante rossa resta ”un’osservata speciale”.