Serve un sole affinché ci sia vita?
La teoria più diffusa riguardo l’origine della vita prevede un ingrediente fondamentale: l’acqua allo stato liquido. Sul nostro pianeta ciò è garantito dalla posizione dell’orbita terrestre all’interno di quella che è chiamata “zona abitabile” del sistema Solare, ovvero la giusta distanza dal Sole, che garantisce una relativa stabilità della temperatura globale affinché l’acqua si mantenga allo stato liquido.
Su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un gruppo di ricercatori dell’Excellence Cluster Origins della Ludwig-Maximilians-Universität München e del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics ha pubblicato a febbraio 2026 uno studio basato su modelli e simulazioni di atmosfere planetarie che propone una nuova ipotesi sulla possibilità dell’esistenza di condizioni stabili, favorevoli allo sviluppo della vita, anche lontano dalle stelle, più precisamente sulle lune dei pianeti erratici.

Quando un pianeta gigante gassoso viene espulso dal proprio sistema planetario di appartenenza e diventa di fatto erratico, porta con sé le lune che gli gravitano attorno. L’orbita di queste ultime, però, diventa spiccatamente ellittica. Ne consegue che il nucleo di questi satelliti è fortemente stressato dalle forze mareali, che deformano le lune stesse, portando alla generazione di calore per attrito. Secondo questo studio, nel caso di lune di massa terrestre, il calore potrebbe poi essere trattenuto nell’atmosfera non dall’anidride carbonica, che condenserebbe a temperature molto basse in assenza di una stella, bensì dall’idrogeno. Infatti, in condizioni di forte pressione, le molecole di idrogeno collidono formando complessi capaci di assorbire e trattenere radiazione termica. Queste condizioni permetterebbero la presenza di oceani di acqua liquida fino a 4,3 miliardi di anni.
Infine, la deformazione provocata dalle forze mareali potrebbe anche alimentare cicli di evaporazione e condensazione dell’acqua, in una alternanza di periodi bagnati e periodi secchi che favorisce la creazione di molecole complesse necessarie alla vita.
Secondo questi studi teorici, dunque, le condizioni necessarie allo sviluppo della vita sarebbero possibili anche su corpi celesti che non si trovano in prossimità di una stella. Rimane tuttavia ancora la difficoltà di poter osservare direttamente pianeti erratici e le loro lune.