Una straordinaria eruzione vulcanica su Io
Un articolo pubblicato a gennaio 2026 sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets, a firma di un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica italiano, descrive la più grande eruzione vulcanica mai registrata finora su Io, uno dei satelliti naturali di Giove.
L’osservazione, risalente a fine dicembre 2024, è stata possibile grazie a JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), uno strumento dell’Agenzia Spaziale Italiana montato sulla sonda JUNO (Jupiter Near-polar Orbiter) della NASA, che osserva nell’infrarosso e serve a mappare eruzioni, colate laviche e calore di questa luna.

L’evento osservato ha avuto luogo nell’emisfero meridionale del satellite e ha compreso un’area molto vasta, pari a quasi 65mila km quadrati, coinvolgendo diverse sorgenti attive, che hanno eruttato contemporaneamente emettendo una energia compresa tra i 140 e i 260 Terawatt.
La simultaneità di queste eruzioni lascia pensare che nel sottosuolo di Io, il corpo vulcanicamente più attivo di tutto il sistema solare, il magma si raccolga in grossi serbatoi molto profondi, collegati tra loro e dotati di più sbocchi verso la superficie.

Il sistema interno di questo satellite è dunque molto più complesso di quanto ci si aspettasse, dato anche che altri crateri, pur localizzati nelle vicinanze della grossa eruzione oggetto di questo studio, non sono invece stati attivati dallo straordinario evento.
Attenderemo i dati dei prossimi sorvoli da parte della sonda JUNO per capire quali cambiamenti questa eruzione abbia apportato alla morfologia di Io.