L’Osservatorio Vera Rubin al lavoro

L’Osservatorio Vera Rubin, costruito nel nord del Cile dalla National Science Foundation e dal Dipartimento dell’Energia statunitensi, è ora operativo e ha già diffuso i suoi primi alert.

La sua missione è lo scrutamento del cielo notturno dell’emisfero australe con un tipo di osservazione dinamica e in tempo reale, per creare la campagna osservativa Legacy Survey of Space and Time (LSST), lungo un periodo di 10 anni. Questo programma intende infatti osservare e catalogare nell’arco di un decennio tutti i cambiamenti rapidi del cielo e la loro evoluzione nel corso degli anni.

A questo scopo, ogni qualvolta la strumentazione registri un cambiamento nella volta celeste, l’osservatorio emana pubblicamente un alert, ovvero un segnale automatico che parte entro 2 minuti dal momento dall’osservazione dell’evento. Questi “avvisi” sono generati da fenomeni cosmici quali per esempio la nascita di una nuova sorgente luminosa, come una supernova, o il cambiamento di magnitudine di una stella o lo spostamento di un oggetto celeste, come un asteroide. Nella sola notte del 24 febbraio 2026 le notifiche sono state ben 800mila e progressivamente raggiungeranno i 7 milioni per notte.

Rappresentazione artistica degli alerts dell’Osservatorio Vera Rubin. Le diverse icone rappresentano differenti tipologie di allerta. Crediti: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/P. Marenfeld/J. Pinto

Questa rapidità consente a vari attori in ambito astronomico di eseguire delle osservazioni di follow up, vale a dire osservazioni immediatamente successive, con altra strumentazione, al fine di raccogliere dati e studiare quel particolare evento.

Per la gestione in tempo reale di una tale mole di dati, equivalente a circa 10 terabyte di immagini ogni notte, è stato necessario un grosso sforzo innovativo degli algoritmi di elaborazione delle stesse e dell’organizzazione e gestione dei database, basati su high performance computing e machine learning, in una imprescindibile collaborazione tra astronomi e ingegneri informatici.

Sono prevedibili molte altre collaborazioni a livello internazionale, che possono coinvolgere anche studenti ed arrivare fino a chiunque di noi, grazie alla pubblica accessibilità dei dati raccolti dall’osservatorio Vera Rubin, a favore della citizen science.

La LSST raccoglierà indizi chiave per comprendere meglio il nostro universo, la sua origine, e come materia ed energia oscura contribuiscano alla sua costante evoluzione.

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