La crosta ghiacciata di Europa
L’analisi dei dati raccolti durante un flyby su Europa compiuto il 29 settembre 2022 da parte della sonda Juno, lanciata dalla NASA nel 2011 allo scopo di studiare il campo magnetico e gravitazionale di Giove, hanno svelato nuove informazioni riguardo alla superficie ghiacciata di questa luna gioviana.

Europa, infatti, grazie alla presenza di un oceano di acqua salata sotto lo strato di ghiaccio superficiale, è da lungo tempo oggetto di forte interesse da parte della comunità scientifica alla ricerca della vita fuori dal nostro pianeta.
Le 129 misurazioni dell’emissività termica a diverse profondità della crosta, condotte dalle sei antenne del radiometro a microonde MWR (Micro Wave Radiometer) a bordo di Juno, hanno permesso una stima dello spessore dello strato esterno rigido e conduttivo della crosta ghiacciata. Secondo i calcoli lo spessore sarebbe vicino ai 29km, nel caso si trattasse di ghiaccio di pura acqua, o anche maggiore nel caso fosse presente uno strato convettivo interno più caldo. Qualora invece fossero disciolti sali nel ghiaccio stesso, la crosta sarebbe allora probabilmente più sottile di circa 4 chilometri.

Nuove informazioni sono state raccolte anche riguardo alle caratteristiche strutturali della superficie ghiacciata, interessata da crepe e faglie, tanto da essere chiamata “chaos terrain”. Tali fratture, che si riteneva funzionassero come canale di scambio di elementi come ossigeno e nutrienti tra l’oceano sottostante e l’esterno, si sono rivelate in realtà non solo di dimensioni ridotte, nell’ordine di pochi centimetri, ma anche profonde solo qualche centinaio di metri. Questa nuova scoperta lascia pensare che sia molto improbabile che le crepe funzionino da canale di scambio e che dunque questa interazione sarà da ricercare in altri meccanismi, come quello delle possibili sorgenti idrotermali sottomarine. A questo contribuiranno le missioni Juice dell’ESA e Europa Clipper della NASA, partite rispettivamente nel 2023 e nel 2024.