Scontri attorno a Formalhaut
La stella Formalhaut, di magnitudine +1,16, bianca e con una massa doppia rispetto a quella del Sole, è posizionata nella costellazione del Pesce Australe, a 25 anni luce dalla Terra. Questo astro è oggetto di studio da parte del telescopio spaziale Hubble, alla ricerca di esopianeti, data la presenza attorno ad esso di un disco di polveri e gas.
Già nel 2008 il telescopio aveva visto, nella luce visibile, quello che sembrava un candidato esopianeta, ribattezzato Formalhaut b, come annunciato su Science dall’astrofisico Paul Kalas. La scoperta di questo esopianeta è stata però ben presto messa in discussione da diversi studi, primo tra tutti uno condotto con il telescopio Spitzer nel 2012, che non ne ha individuato nessuna traccia nell’infrarosso.
Analisi successive dell’insieme di dati raccolti su Formalhaut, pubblicate da ricercatori dell’Università dell’Arizona nel 2020, hanno rivelato che la sorgente luminosa vista è probabilmente un ammasso di detriti, a cui è stato dato il nome CS1 (circumstellar source 1). Tale ammasso, la cui luminosità ha variato nel tempo, fino quasi a scomparire nel 2014, sarebbe il risultato di una collisione tra planetesimi della grandezza tra 30 e 60km di diametro ciascuno.

Vicino a CS1 è stato successivamente scoperta, nel 2023, anche un’altra sorgente luminosa, cioè un altro ammasso, che ha preso il nome di CS2 (circumstellar source 2). Secondo i ricercatori, guidati ancora una volta da Paul Kalas, questo significa che le collisioni tra planetesimi accadono più spesso di quanto i modelli finora utilizzati suggerissero, ovvero di una collisione ogni 100 mila anni, avendone potute osservare già due nell’arco di soli vent’anni.
Sono in programma altre osservazioni di CS2 da parte dei telescopi Hubble e James Webb, per raccogliere maggiori informazioni sulla natura dei corpi celesti che hanno generato queste sorgenti luminose e inizialmente tratto in inganno chi li ha scambiati per esopianeti.